Algoritmi ai bambini? No grazie

6 0
Read Time:4 Minute, 58 Second

di Antonella Pontonio

Per sfatare il messaggio del ministro Valditara riguardo all’insegnamento degli algoritmi ai bambini della scuola primaria. Perché un bambino della primaria non può “sapere” un algoritmo: la prospettiva della scienza cognitiva. Recentemente, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha proposto di introdurre l’insegnamento degli algoritmi già dalla scuola primaria. L’intento, lodevole nelle sue premesse, è quello di preparare le nuove generazioni a un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e dal pensiero computazionale. Tuttavia, questa proposta, se analizzata alla luce della scienza cognitiva e della psicologia dello sviluppo, rivela una profonda incomprensione di come i bambini imparano e di quali siano le tappe fondamentali del loro sviluppo intellettivo. Distinguere tra pensiero computazionale e “sapere” un algoritmo. La prima e più importante distinzione da fare è quella tra pensiero computazionale e la conoscenza formale di un algoritmo.

  • Il pensiero computazionale è un insieme di abilità cognitive che ci permette di scomporre un problema complesso in parti più piccole, di riconoscere schemi, di astrarre concetti e di creare una sequenza di istruzioni per risolverlo. Queste sono competenze trasversali, fondamentali per ogni disciplina, dalla matematica alla letteratura, e possono (e devono) essere stimolate fin dalla tenera età attraverso giochi, attività creative e problem-solving pratico.
  • Un algoritmo, nel senso formale del termine, è una sequenza finita e non ambigua di istruzioni per risolvere un problema, tipicamente espresso in un linguaggio di programmazione o in una notazione matematica. La sua comprensione e manipolazione richiede un livello di astrazione e di pensiero logico-formale che si sviluppa solo in una fase successiva della crescita.
    Le tappe dello sviluppo cognitivo secondo Piaget
    Per capire perché “sapere” un algoritmo è fuori dalla portata di un bambino della primaria, è utile richiamare la teoria dello sviluppo cognitivo di Jean Piaget, sebbene sia stata aggiornata e arricchita, resta un punto di riferimento fondamentale.
  • Fase pre-operatoria (2-7 anni): I bambini pensano in modo concreto e simbolico, ma non sono ancora in grado di comprendere la logica formale e l’astrazione. Il loro apprendimento si basa sulla manipolazione di oggetti, sul gioco e sull’esperienza diretta.
  • Fase operatorio-concreta (7-11 anni): In questa fase, i bambini iniziano a ragionare in modo logico, ma sempre in relazione a oggetti ed eventi concreti. Riescono a compiere operazioni mentali (come la classificazione e la seriazione) ma faticano ancora con i concetti astratti e le ipotesi.
    Introdurre l’insegnamento formale di un algoritmo a un bambino di 7-11 anni significa presentargli un concetto che richiede un livello di astrazione superiore alla sua attuale capacità cognitiva. Sarebbe come chiedere a un bambino che ha appena imparato a leggere di scrivere un saggio accademico: può imparare a fare i movimenti delle lettere, ma non ha ancora gli strumenti concettuali e la maturità per comporre un testo complesso.
    L’importanza di una didattica adeguata: dal gioco all’astrazione
    Invece di “insegnare gli algoritmi”, la scuola primaria dovrebbe concentrarsi su un approccio ludico e pratico al pensiero computazionale.
  • Coding unplugged: Attività che stimolano il pensiero sequenziale senza l’uso di computer. Ad esempio, creare una ricetta, dare istruzioni a un compagno per muoversi in un percorso, o risolvere un “problema” (come costruire una torre con blocchi) seguendo una sequenza di passaggi.
  • Robotica educativa e giochi interattivi: Utilizzare piccoli robot programmabili o piattaforme visive (come Scratch Jr.) permette ai bambini di esplorare il concetto di sequenza e di istruzione in un contesto di gioco, senza dover affrontare la complessità sintattica di un vero e proprio linguaggio di programmazione.
    Conclusioni: la priorità è lo sviluppo del pensiero critico
    La proposta del ministro Valditara rischia di confondere l’obiettivo con il mezzo. L’obiettivo non è che un bambino della primaria “sappia un algoritmo”, ma che sviluppi un pensiero logico, critico e problem-solving. L’algoritmo, inteso in senso formale, è un’espressione avanzata di questo pensiero, non il punto di partenza.
    Costruire le basi del pensiero computazionale attraverso il gioco e l’esperienza concreta è la strada più efficace e rispettosa dei tempi di sviluppo dei bambini. Solo così potremo formare cittadini capaci di affrontare le sfide del futuro, non semplicemente memorizzando procedure, ma comprendendo realmente come risolvere i problemi.

***DISCLAIMER (Dichiarazione di non Responsabilità)- Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. La Redazione de “Il Missino” ed i titolari della Associazione culturale omonima non si assumono la responsabilità degli articoli pubblicati, del loro contenuto, delle idee espresse, né per i danni che tali scritti potrebbero arrecare direttamente o indirettamente ad istituzioni, a partiti politici, a personalità pubbliche e private, né alle conseguenze legali derivanti da qualsiasi dichiarazione o pensiero in contrasto con le Leggi vigenti. Le idee espresse dall’autore non rappresentano le idee della Redazione, ma quanto espresso dall’autore firmatario dell’articolo. Tutti gli articoli debbono essere genuini, ovvero NON coperti da diritti d’Autore o Copiright, l’autore garantisce e assume responsabilità in tal senso sollevando la Redazione da qualsiasi responsabilità. La Redazione de “Il Missino” non effettua controlli sulla veridicità delle informazioni pubblicate. L’articolo, nella sua integrità, sarà sotto la responsabilità di colui che ha firmato, ovvero la cui firma  apparirà come autore firmatario del testo pubblicato, solo dopo espressa richiesta scritta diretta di pubblicazione alla redazione; con la stessa dichiarazione il firmatario solleva la Redazione da qualsiasi responsabilità. La Redazione de “Il Missino” non si assume la responsabilità delle immagini a corredo degli articoli, le quali sono inserite a mero carattere illustrativo e sono liberamente tratte anche da siti che dichiarano le stesse “Creative Commons”; alcune immagini sono modificate liberamente solo per temporanee finalità illustrative e non commerciali; le immagini segnalate da eventuali legittimi proprietari, dopo opportuna verifica, potranno essere rimosse dopo espressa segnalazione a “lascia un commento” in calce all’articolo e/o mail indirizzata e firmata per esteso da chi ne detiene i diritti a ufficiostampa@fiammatricolore.org La pubblicazione dell’articolo determina il silenzio-assenso a quanto descritto ***

Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
100 %
Sleepy
Sleepy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi