Una Ferita allo Stato di Diritto: il Caso della Famiglia del Bosco e l’Arbitrio Istituzionale
Avv. Marco Tarelli, V. Segretario Nazionale, Fiamma Tricolore
La vicenda della famiglia del Bosco rappresenta uno dei più gravi esempi di interferenza istituzionale nella vita privata dei cittadini. Tre figli sono stati sottratti a una famiglia unita, presente e radicata nei propri valori senza che emergessero elementi concreti di pericolo, degrado o violenza. Una misura così estrema, adottata in assenza di prove reali e senza un contraddittorio effettivo, non può essere considerata una semplice decisione amministrativa: è un atto che mette in discussione i principi fondamentali dello Stato di diritto e la stessa credibilità delle istituzioni preposte alla tutela dei minori.
Come Movimento Fiamma Tricolore denunciamo con forza un fenomeno sempre più evidente: l’idea che lo Stato possa sostituirsi alla famiglia sulla base di valutazioni arbitrarie, spesso fondate su pregiudizi culturali o su interpretazioni estensive delle norme. La famiglia del Bosco non è stata colpita per ciò che ha fatto, ma per ciò che rappresenta: un modello di vita alternativo, naturale, autonomo, non allineato ai canoni burocratici dominanti. Se la diversità diventa motivo di sospetto, allora non siamo più di fronte a un sistema di tutela, ma a un apparato di controllo che travalica i propri confini e si arroga un potere che non gli spetta.
Sotto il profilo giuridico, il provvedimento appare gravemente carente. Il principio di proporzionalità impone che la sottrazione dei minori sia l’extrema ratio, applicabile solo in presenza di un pericolo attuale e concreto, mentre in questo caso non emergono elementi tali da giustificare una misura così invasiva. Il principio di trasparenza risulta compromesso da motivazioni opache e da una gestione che non ha garantito alla famiglia un reale diritto di difesa. Il diritto alla vita familiare, tutelato dall’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, è stato violato da un’interferenza che non appare né necessaria né giustificata. Anche il richiamo all’interesse superiore del minore, principio cardine di ogni intervento, risulta strumentale quando la decisione stessa genera traumi profondi e irreparabili nei bambini coinvolti.
Dietro i fascicoli, i timbri e il linguaggio tecnico c’è la sofferenza concreta di tre bambini privati del loro mondo e di due genitori che lottano per riavere ciò che è loro per natura e per diritto. La burocrazia può tentare di mascherare l’ingiustizia dietro formule impersonali, ma non può cancellare la realtà umana di una famiglia ferita da un atto che appare più ideologico che protettivo.
Per queste ragioni chiediamo con fermezza la revisione immediata del provvedimento, la piena pubblicità delle motivazioni adottate, il ripristino del contraddittorio e dei diritti della famiglia, il rientro dei minori nel loro nucleo familiare salvo comprovati e reali pericoli, e l’apertura di un’indagine interna sulle procedure seguite. Non accetteremo che il silenzio istituzionale copra decisioni che incidono in modo così devastante sulla vita di cittadini innocenti.
Difendere la famiglia del Bosco significa difendere ogni famiglia che sceglie un percorso di vita autentico, radicato nei propri valori e nella propria libertà educativa. Significa opporsi a un modello istituzionale che pretende di uniformare tutto e tutti, trasformando la tutela in controllo e la protezione in arbitrio. Come Vice Segretario Nazionale del Movimento Fiamma Tricolore ribadisco che saremo presenti in ogni sede politica e giuridica per sostenere questa battaglia, perché quando lo Stato dimentica i suoi limiti è dovere dei cittadini e dei movimenti politici ricordarglieli. La famiglia è un diritto naturale e noi lo difenderemo senza compromessi.
***DISCLAIMER (Dichiarazione di non Responsabilità)- Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. La Redazione de “Il Missino” ed i titolari della Associazione culturale omonima non si assumono la responsabilità degli articoli pubblicati, del loro contenuto, delle idee espresse, né per i danni che tali scritti potrebbero arrecare direttamente o indirettamente ad istituzioni, a partiti politici, a personalità pubbliche e private, né alle conseguenze legali derivanti da qualsiasi dichiarazione o pensiero in contrasto con le Leggi vigenti. Le idee espresse dall’autore non rappresentano le idee della Redazione, ma quanto espresso dall’autore firmatario dell’articolo. Tutti gli articoli debbono essere genuini, ovvero NON coperti da diritti d’Autore o Copiright, l’autore garantisce e assume responsabilità in tal senso sollevando la Redazione da qualsiasi responsabilità. La pubblicazione dell’articolo determina il silenzio-assenso a quanto descritto . La Redazione de “Il Missino” non effettua controlli sulla veridicità delle informazioni pubblicate. L’articolo, nella sua integrità, sarà sotto la responsabilità di colui che ha firmato, ovvero la cui firma apparirà come autore firmatario del testo pubblicato, solo dopo espressa richiesta scritta diretta di pubblicazione alla redazione; con la stessa dichiarazione il firmatario solleva la Redazione da qualsiasi responsabilità. La Redazione de “Il Missino” non si assume la responsabilità delle immagini a corredo degli articoli, le quali sono inserite a mero carattere illustrativo e sono liberamente tratte anche da siti che dichiarano le stesse “Creative Commons” e generate anche da siti Open AI; alcune immagini sono modificate liberamente solo per temporanee finalità illustrative e non commerciali; le immagini segnalate da eventuali legittimi proprietari, dopo opportuna verifica, potranno essere rimosse dopo espressa segnalazione a “lascia un commento” in calce all’articolo e/o mail indirizzata e firmata per esteso da chi ne detiene i diritti a ufficiostampa@fiammatricolore.org ***

