QUALE ORGOGLIO?

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di  Daniele Proietti 

“Pride ” è un termine inglese, e in italiano è tradotto con la parola orgoglio. 
Sarebbe molto più facile usare la nostra lingua, ma l’attaccamento al proprio retaggio culturale ed identitario, non va più di moda, e per questo viene usata la lingua senza frontiere, quella che serve in un mondo che vuole distruggere ogni radice e ogni forma di appartenenza.
Gli omosessuali rivendicano, per chi scrive a torto, la assoluta adeguatezza della loro scelta di vita, e pretendono di essere visti dagli altri per quello che esprimono a livello personale, a prescindere dal loro orientamento sessuale.
E qui è, a mio, a nostro parere, la contraddizione: perché si deve essere orgogliosi di un aspetto della vita che deve ricadere in una sfera di completa normalità? Avete mai sentito parlare del “Moro Pride ” o del “Biondo Pride”, assolutamente no, perché non si deve essere orgogliosi di qualcosa che si dice essere frutto della casualità, non si deve ostentare la propria natura quasi, con questo, a voler legittimare un qualcosa, ammettendo, esplicitamente, che debba avete bisogno di essere legittimato.
Noi siamo orgogliosi di altro: di avere una madre e un padre, della nostra Storia, della nostra Tradizione e della nostra Identità.
Ci batteremo fino all’ultimo respiro affinché i nostri figli potranno avere questo stesso sacrosanto diritto.


                                           Foto di Filmbetrachter da Pixabay

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One thought on “QUALE ORGOGLIO?

  1. Attenzione perché anche loro, della cosiddetta omosessualità, ne fanno un discorso identitario! Si dicono orgogliosi della loro identità anche se, in alcuni casi, di identità vera e propria non si può effettivamente parlare dato che, spesso, in quegli ambienti si fa leva sull’idea di “fluidità di genere”: identificarsi in una non-identità… Come si può facilmente intuire, si tratta di un discorso molto sessantottesco.

    Se è vero che l’omosessualità non può essere proibita (d’altronde, sarebbe impossibile), io sono del parere che provvedimenti debbano essere presi nei confronti della propaganda omosessualista, diventata, ormai, una vera e propria ideologìa, molto pericolosa, soprattutto per quanto riguarda bambini e adolescenti. Purtroppo oggi, esistono personaggi, ad esempio, nel mondo della psicanalisi e della politica (rectius: del parlamentarismo), che danno per scontata un’innata “fluidità di genere” già nei bambini e che questi debbano esserne informati ed istruiti a non temerla e magari, ad assecondarla senza ritenerla un problema, anzi, a farla propria come una condizione addirittura auspicabile ai fini di una migliore e più pacifica convivenza sul nostro pianeta.

    Si tratta di un discorso estremamente complesso che tende ad inglobare tante altre idee (dai cd. “principii del ’89 al pacifismo, etc.) in modo da comporre un tutto unico che possa permeare cultura e stili di vita di tutti i popoli della Terra.

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