30 Novembre 2022

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Ci sono missili e missili

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di Giacomo Ciarcia

Il missile caduto in Polonia colpendo il territorio di un’azienda agricola italo-polacca causando la morte di due persone, missile che si credeva russo caduto per errore oltre frontiera ucraina si è scoperto che russo non è, ma che è ucraino appartenente alla contraerea operante in difesa verso un bombardamento.
Fortunatamente non è russo aggiungiamo noi, giacché la NATO a guida statunitense stava già sul piede di guerra poiché questa sarebbe potuta essere la scintilla che avrebbe causato il conflitto mondiale, qualora la Russia seppur per errore avesse sconfinato in territorio NATO.
L’errore invece è stato ucraino e allora tutto va bene, anzi si giustifica il fatto accusando comunque sia la Russia poiché quei missili erano destinati a colpire i bombardieri inviati da Putin.
La tensione di un titanico conflitto tra NATO e Federazione Russa è drasticamente smorzata per fortuna ma le ipocrisie che hanno contraddistinto l’occidente fin dallo scoppio delle ostilità tra Russia e Ucraina no.
Siamo veramente stanchi dello squallido teatrino rappresentato dai governi europei, “governi fantoccio” degli Stati Uniti che altro non sanno fare se non prostrarsi in maniera sempre più miserabile all’ impero yankee. Un comportamento scellerato quello della politica comunitaria che sta gettando sul lastrico le famiglie europee a pro degli interessi americani.
Basta; non siamo più disposti a fare da cuscinetto pagando le conseguenze di un conflitto che non ci appartiene. Non ci riguardano le ragioni di Biden, di Zelensky o di Putin; ci riguardano le ragioni dell’Italia e del popolo italiano sempre più umiliato e messo alla prova. Purtroppo non ci sono “condottieri” tra i nostri politicanti.
La Meloni pensa a gettare fumo negli occhi agli italiani facendo la selezione dei migranti sulle ONG (per poi far sbarcare tutti), ma mantiene indiscriminatamente l’Italia appiattita sul ruolo di subalterno ai padroni americani esattamente come i suoi predecessori.. o forse peggio, macché importa, il bello è poter sedere tra i potenti al tavolo del G20 stringendo loro la mano, e allora può di colpo andar bene anche un Biden invece che un Trump come nuovo interlocutore dei conservatori italiani.
Grandi cambiamenti dal neogoverno italiano non siamo ancora riusciti a notarli se non in peggio.
Noi lo abbiamo sempre sostenuto, ma a quanto pare gli italiani hanno creduto di poter fare la “rivoluzione” votando questi signori. La rivoluzione del gattopardo.

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