L’ennesima vittima di un sistema malato
di Nicola Ciolfi
Un altro italiano vittima di un sistema malato. Alessandro Ambrosio, 34 anni, capotreno presso la stazione di Bologna è l’ennesima vittima di un’Italia sempre più terra di nessuno. Alessandro è l’ennesima vittima di un sistema che ogni giorno, espone anche i lavoratori della mobilità pubblica a rischi sempre più gravi. Un sistema che costringe migliaia di uomini e donne a svolgere il proprio lavoro in contesti di degrado, insicurezza e abbandono istituzionale, dove il prezzo più alto viene pagato da chi serve lo Stato e la collettività. Le stazioni ferroviarie, come molte altre aree sensibili del Paese, sono troppo spesso lasciate all’illegalità e al caos, trasformandosi nell’anticamera di una violenza silenziosa che colpisce non solo i ferrovieri, ma anche autisti del trasporto pubblico, controllori, personale sanitario, forze dell’ordine, operatori della sicurezza, vigili del fuoco e tutti quei lavoratori che ogni giorno operano in prima linea. Di fronte a tutto questo, è doveroso invocare più sicurezza, più presenza dello Stato e maggiore autonomia operativa alle forze dell’ordine, affinché possano intervenire con decisione e senza vincoli ideologici o normativi che ne limitino l’azione.
Esprimiamo la nostra piena solidarietà a tutte le categorie di lavoratori quotidianamente esposte alla violenza e all’insicurezza, e ci stringiamo con profondo rispetto e dolore alla famiglia di Alessandro Ambrosio, alla quale vanno le nostre più sentite condoglianze.
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