Stipendi da miseria per gli insegnanti fuori sede: così il sistema spinge a rinunciare alla scuola pubblica
di Antonella Pontonio
Con retribuzioni di circa 1480 euro al mese e canoni di locazione che toccano i 700-1000 euro nelle regioni del Nord, accettare un posto fisso lontano da casa è diventato insostenibile per migliaia di docenti. Tra rinunce di ruolo in Toscana e Friuli e migliaia di cattedre ancora scoperte in Lombardia, il personale scolastico è costretto a scegliere supplenze più vicine per motivi di mera sopravvivenza economica. Le scelte politiche ed economiche della maggioranza continuano a ignorare le richieste di indennità e tutele destinate a chi lavora fuori sede. Senza interventi strutturali sul caro-affitti e adeguamenti salariali, si svuota la scuola e si penalizza un’intera categoria professionale fondamentali per il Paese.
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