30 Giugno 2022

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Marò: 1,1 milioni di euro alle famiglie dei pescatori, caso chiuso? No!

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di Pino Manoli

Parrebbe che India e Italia si siano accordate per chiudere il caso dell’uccisione nel febbraio 2012 di due pescatori del Kerala. La Corte suprema dell’India avrebbe accolto la decisione finale dello scorso luglio della Corte arbitrale internazionale dell’Aja, che ha stabilito che i due fucilieri di Marina dovessero essere processati in Italia perché godevano al momento dei fatti della «immunità funzionale», ma anche l’obbligo per l’Italia di risarcire la perdita di vite umane e i danni materiali e morali inflitti agli altri membri dell’equipaggio.
La vicenda che ha visto coinvolti i due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, a bordo della nave cisterna italiana “Enrica Lexie” in funzione di scorta anti-pirateria, ha avuto origine il 15 febbraio 2012 al largo delle coste dello stato meridionale indiano del Kerala. I militari, ritenendo imminente un’atto di pirateria (frequente in quelle acque), dopo vari avvisi, spararono contro un’imbarcazione locale in chiaro atteggiamento d’attacco, attingendo a morte due indiani.
Da quel momento iniziò il calvario dei nostri militari, una lunga trafila giudiziaria con un ruolo significativo di pressioni politiche, incertezza di competenze giudiziarie, limitazione delle libertà personali in India e successivamente un contenzioso sulla giurisdizione. A nulla sono valse le indagini degli inquirenti che stabilirono la non corrispondenza tra i fori sull’imbarcazione (misteriosamente scomparsa) ed il calibro delle armi in dotazione ai militari.
Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore ha fin dall’inizio espresso solidarietà ai Marò chiedendone l’immediata liberazione, denunciando altresì l’incapacità di tutti i governi succedutisi dal 2012 ed i loro rappresentanti diplomatici, i quali hanno inanellato una serie di errori ed incongruenze che hanno prolungato oltremodo le sofferenze dei due Sottufficiali di Marina; detenuti ingiustamente ed usati come pacchi postali, vittime predestinate di interessi geopolitici e commerciali; un tragico episodio che ha rappresentato tutto il peggio e lo zero assoluto che l’Italia a livello internazionale rappresenta.
Degne di nota e di pubblico ludibrio, i deliri della sinistra al caviale, tristi tifosi delle posizioni indiane a discapito dei nostri militari..si arrivò pure a rappresentarli nei presepi armi in pugno. novelli “rambo” sparatutto da condannare senza appello (sic!). In tali occasioni il Movimento Sociale Fiamma Tricolore è sempre intervenuto ufficialmente, stigmatizzando tali comportamenti perpetrati anche da politici di professione.
Dal 2016 entrambi i marò sono in Italia in attesa di una definizione della loro situazione.
Nei confronti di Latorre e Girone dal 2012 la Procura di Roma ha aperto un procedimento per omicidio volontario affidato al sostituto procuratore Erminio Amelio. Al fine di procedere ad una definizione del fascicolo, i magistrati stanno analizzando gli atti inviati dalla Corte arbitrale internazionale che ha affidato il giudizio all’Italia.
Vorremmo essere certi che tale giudizio sia sereno e scevro da condizionamenti esterni.
Caso chiuso? NO!


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