30 Novembre 2022

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Il ritorno di Greta.

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di Ruben De Lorenzo

Il nuovo modello additato alla gioventù è riemersa dopo essere stata adombrata dal Covid. Ma appena appena le notizie pandemiche rifiatano ecco tornare l’eroina (in entrambi i sensi possibili) planetaria dell’ambiente. Greta alla fine suscita pure compassione, in quanto povera marionetta gestita da astuti pupari. Esistono ancora anime candide che pensano che abbia marinato la scuola all’insaputa dei genitori premurosa per l’avvenire mondiale, ma sono ormai risicata minoranza. Senza bisogno di spiegare ulteriormente il perché. Greta viene accolta in sedi prestigiose con la stessa dignità di un capo di stato o di un’autorità spirituale. E passi, fa parte di questo (empio) gioco. Può forse dar fastidio, ma occorre innanzitutto focalizzarsi di più mi sulla ormai generalizzata anestetizzazione delle coscienze e degli intelletti che ormai accompagna ovunque questo teatrino. Eh sì, perché il blablare di auspicare un mondo più pulito lo sta quasi dicendo anche il mio border collie. Aria fritta. Aggravata dal contesto e dalla platea di riferimento propria di questi giorni. Qui in Europa emettiamo il 9% di CO2 e stiamo ormai galoppando nel raggiungimento di percentuali minimali come risultato di una politica ambientale pianificata e in qualche modo favorita e realizzata. Quindi si predica in casa di sani: le luci devono illuminare ben altre nazioni che, in pratica, viaggiano autonomamente sulle politiche ambientali, come Cina ed India, che immagino aspettino trepidanti di partecipare al Greta tour. Poiché una efficace politica ambientale o è mondiale, o semplicemente non è. Che altro poi viene diffuso in questi convegni, a parte il solito catastrofismo? Vengono per caso prospettate soluzioni possibile per attuare in pratica ciò che si propone? Zero. Zero soluzioni, solo problemi. Se mi infervoro sull’estinguere l’energia fossile devo proporre alternative, per il banale motivo che l’essere umano ha bisogno di energia per vivere decorosamente, ben di più. E il popolo giovanile al quale Greta soprattutto si rivolge, lo dovrebbe sapere benissimo, viste le enormi esigenze consumistiche che praticano con una certa nonchalance. E come si pongono concretamente nei confronti dell’energia pulita nucleare? Sì o no? I problemi sono buoni tutti a sollevarli, ma abbiamo bisogno di soluzioni: valide, efficaci, applicabili. Che sembra proprio non possano arrivare da questi personaggi e dai loro accoliti.

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