27 Giugno 2022

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BERLUSCONI AL QUIRINALE? IL PROBLEMA NON CI TANGE!

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di Giacomo Ciarcia

In questi giorni sta maturando il dibattito circa le possibilità di elezione per Silvio Berlusconi al Quirinale. Tifo da stadi da parte di alcuni, disappunto e sconcerto da parte di altri. A favore di Berlusconi si è già schierato tutto il centrodestra e molto probabilmente anche Renzi, mentre l’occhio da parte del cavaliere ai pentastellati è comunque stato strizzato. Sul versante sinistro invece (PD in testa) si parla di elemento divisivo ed eccessivamente schierato; come se il comunista Giorgio Napolitano non fosse stato a suo tempo elemento divisivo ed eccessivamente schierato; tralasciando i danni che quel soggetto ci ha poi provocato.
Ma quale può essere la nostra visione in tutta questa diatriba? Francamente questa scelta non ci tange, ed anzi possiamo affermare che “ce ne freghiamo” per dirla in gergo nostro.
La nostra è sempre stata una critica rivolta ad un sistema istituzionale più che verso determinate persone e/o partiti politici.
Non è un mistero che la nostra parte politica si sia sempre battuta per una riforma dello Stato in senso presidenzialistico, ossia per l’elezione diretta del Capo dello Stato e la Repubblica presidenziale, unitamente alla elezione di una camera composta dalle rappresentanze delle categorie e delle forze produttrici ivi compresi imprenditori, tecnici e lavoratori.
Una opzione radicale e rivoluzionaria da sempre disattesa, che ci induce a tagliarci volontariamente fuori da questo sterile teatrino della politica e dai giochi di palazzo della partitocrazia.
Scendendo nel merito della persona poco ci scompongono le sirene di certa sinistra benpensante a riguardo dei precedenti penali dell’ex presidente del consiglio, quando abbiamo avuto sul massimo scranno persone dalla dubbia moralità e resasi protagonista di vari spargimenti di sangue innocente durante la guerra fratricida dello scorso conflitto mondiale.
Una elezione a Capo dello Stato di un individuo condannato dai tribunali dello stesso Stato poi farebbe cadere ancora più nel ridicolo l’immagine di questa “repubblichetta delle banane” fondata sull’antifascismo, e questo può solo farci sorridere e confermare ciò che noi affermiamo da sempre, ossia la non credibilità di questo sistema.
Tuttavia, se abbiamo motivo di risentimento e di disprezzo verso l’uomo di Arcore questo è nei confronti di colui che primo su tutti ha inteso snaturare da oltre venticinque anni a questa parte, quella che a “grandi maglie” poteva essere definita la cosiddetta “destra sociale” in collaborazione di molti “nostri” rinnegati interni.
Altro non ci interessa e non ci riguarda.
Sull’operato poi che un probabile Berlusconi potrà esercitare da quello scranno non abbiamo dubbi, sarà perfettamente in linea con quello portato avanti da tutti i suoi illustri predecessori, ossia con il ruolo di garante dello “status quo”, nonché di console della “colonia Italya” e lacche’ dei potentati internazionali.
Detto questo non abbiamo di cui preoccuparci né d’altra parte di che sperare.

 

 

 

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