La tecnologia al servizio della sicurezza degli autisti

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di Massimiliano Vadalà, Dipartimento Infrastrutture e Trasporti, Segreteria Regionale Sicilia

Il cronotaghigrafo è uno strumento di controllo necessario ed efficiente, ma anche di pressione sugli autisti a commettere infrazioni.

Da molti decenni, il legislatore ha dato una stretta ulteriore al controllo esercitato dalle forze dell’ordine, introducendo sui mezzi pesanti ed a carico delle aziende di trasporto, degli apparecchi elettronici che servono a registrare tutta la giornata lavorativa sia del mezzo che dell’autista.

All’inizio, all’interno del tachigrafo (quadro della strumentazione di bordo), l’autista doveva inserire un dischetto di carta dietro l’indicatore della velocità, sul quale, a penna e di proprio pugno, venivano annotate la data, nome e cognome del o degli autisti ed i chilometri del mezzo. Una volta inserito, un ago posto sul dischetto a pressione, scriveva sullo stesso indicando le ore di guida, le pause effettuate, l’orario di inizio e la velocità tenuta. A fine giornata, questa si chiudeva uscendo il dischetto ed inserendo i chilometri finali.

Successivamente, con l’evolversi della tecnologia, si è introdotto il cronotachigrafo digitale, con la differenza, rispetto al precedente sistema, che la macchina non è più sul cruscotto dietro l’indicatore della velocità, ma posizionato a parte e con la possibilità di fare una strisciata di carta chimica su cui fare ulteriori annotazioni. Il dischetto cartaceo è stato poi sostituito da una scheda magnetica dotata di circuito di memorizzazione integrato a carico dell’autista e con foto, che viene inserita nel cronotachigrafo nell’apposita fessura o carrello estraibile ( a seconda della versione) e con l’aggiunta di una uscita USB nella quale il funzionario di Polizia/Carabinieri possono inserire un pennino con il quale scaricare tutti i dati del mezzo, che vengono poi visualizzati sull’elaboratore elettronico in dotazione alla pattuglia ed elaborati per la rilevazione delle eventuali infrazioni per un periodo antecedente a 28 giorni.

Di recentissima introduzione i crono tachigrafi satellitari, che consentono lo scarico dei dati del mezzo da remoto, sia dalla pattuglia in movimento, che può effettuare il controllo senza la necessità di arrestare il veicolo o addirittura dalla centrale stessa a mezzo satellite. Tutto ciò rende il controllo ineludibile. Tutto bene quindi? Meglio si può ancora fare. Infatti, il legislatore, introducendo sistemi di controllo sofisticati, ha colto nel segno, ma non esistono norme che obblighino le aziende di trasporto ad adeguare i cronotachigrafi istallati di vecchia generazione; quindi abbiamo in tutto il mondo mezzi controllatissimi (pochi, perché ancora poco diffusi) e mezzi che possono ancora truccare i dischetti che possono circolare indistintamente, fino a che saranno in grado di superare le revisioni periodiche tecniche. Ovviamente molte aziende di trasporto si guardano bene dall’acquistare mezzi nuovi e tengono ben cari i mezzi vecchi con i dischetti, chiedendo agli autisti di prolungare illegalmente l’orario di lavoro consentito, le ore di guida permesse, di saltare le necessarie ed obbligatorie pause di guida e di violare i limiti di velocità ed esercitando tutte le pressioni possibili e immaginabili al fine di velocizzare i tempi di consegna, il numero delle consegne settimanali e giornaliere e contestualmente i profitti: il tutto a rischio della sicurezza degli autisti e di tutti gli utenti della strada. Alcune prestigiose ditte costruttrici di mezzi pesanti hanno addirittura introdotto sistemi di assistenza alla guida di tipo elettronico, non disattivabile, che leggendo i cartelli stradali con delle apposite telecamere, limitano automaticamente la velocità del mezzo a quella consentita in quel tratto di strada, senza che l’autista possa aumentarla in alcun modo. Ci sono sensori che mettono in protezione i motori definitivamente, limitandoli in caso di alterazione del circuito dell’ Ad blu (additivo obbligatorio con un suo apposito circuito e serbatoio che limita l’inquinamento), di recente introduzione obbligatoria su tutti i motori a nafta, ma già dal 1997 obbligatorio solo sui mezzi pesanti. La conseguenza è che commercialmente hanno ridotto le vendite di questi mezzi.

Una soluzione auspicabile per risolvere il problema è l’approvazione di una legge che introduce tutti questi sistemi di controllo come obbligatori su tutti i mezzi pesanti circolanti entro la prossima revisione tecnica, in modo che tutto il parco mezzi sia adeguato alla moderna tecnologia, controllabile totalmente e finalmente sicura.

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