CHI SONO I COMUNISTI DI MARCO RIZZO

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di Giacomo Ciarcia


Anche tra di noi, tra la nostra area, tra il nostro mondo nazionalpopolare esiste qualche volta la convinzione quando si parla del Partito Comunista di Rizzo, che questa formazione non sia equiparabile a tutte le altre sigle comuniste esistenti, siano esse marxiste -leniniste, trotskiste, eurocomuniste e così via.
Troppe volte sentiamo tra di “noi” affermazioni del tipo: ” i comunisti di Rizzo son diversi”, “i comunisti di Rizzo per certi versi ci sono vicini”, “i comunisti di Rizzo sono sovranisti”.
Io dico è l’ora di smetterla e di analizzare la faccenda in maniera più concreta e razionale, poiché sentire più di una volta certe esternazioni tra militanti del nostro mondo personalmente se non mi indigna, comunque mi rattrista.
Tralasciando l’ingloriosa parabola politica di Rizzo che come già detto in altre occasioni, questo “grande capo rivoluzionario” vive di vitalizio maturato grazie alla partecipazione in parlamento con le coalizioni del centrosinistra, rimane il fatto che parlare di comunismo accostato alla parola “Patria” o al cosiddetto sovranismo rappresenta anche oggi come ieri e come sempre un ossimoro.
Non ci può essere pensiero marxista unito alla Nazione, dal momento che proprio Marx ha rappresentato il più grande negatore delle Nazioni, delle frontiere, dei valori nazionali. Stessa cosa per il concetto di lotta di classe estremamente divisivo per la Nazione. Ma questa è storia vecchia.
L’unione del Socialismo (non del marxismo) con la Nazione è già stata concretizzata in Italia nella prima metà del secolo scorso da quel Condottiero di indubbia ed elevata caratura politica e morale fondatore dell’Idea, e noi rappresentiamo gli eredi di quella Idea nell’era attuale, per questo sentir parlare Rizzo di comunismo e di difesa degli interessi nazionali ci fa sorridere.
Se oggi siamo, e lo siamo purtroppo dal 1945 colonia degli americani e della finanza eurocratica e anche grazie a quelli come Rizzo, anche se a questi sarebbe maggiormente piaciuto esserlo stati dell’Unione sovietica.
Il Partito Comunista di Rizzo si dichiara marxista-leninista, ergo stalinista e noi sappiamo cosa abbia rappresentato l’oppressione stalinista ma anche il ruolo giocato da Stalin alleato nello scorso conflitto mondiale delle plutocrazie capitalistiche per la spartizione del mondo in blocchi.
Ma cosa hanno da insegnarci certi signori?
Tra l’altro sempre rispondendo a chi tra di noi intravede in quella formazione uno dei possibili “mali minori” debbo purtroppo ricordargli che essi non ci ripagano certo della stessa moneta ma tutt’altro. Anch’essi al pari delle altre sigle del variegato mondo comunista sono affetti da viscerale antifascismo militante.
È di solo un anno fa il video ben visibile su YouTube della manifestazione a Roma organizzata dal Partito Comunista e dalla loro formazione giovanile il Fronte della Gioventù Comunista contro l’istituzione all’interno della Biblioteca Nazionale del Fondo Pino Rauti.
Merita riportare alcuni degli slogan lanciati, oltre all’invito di andarvi a cercare il video in rete:
“Pino Rauti per noi è un criminale fascista”, “la storia di Pino Rauti è la storia della violenza e delle stragi fasciste a danno delle classi lavoratrici”, “la storia di Pino Rauti è la storia del Movimento Sociale Italiano partito reazionario”.
Questi sono stati gli indegni slogan megafonati dai militanti del PC di Rizzo.
Quanto avrebbero da imparare questi signori da Pino Rauti e dalla nostra Idea a salvaguardia del mondo del lavoro e della produzione?!
Sentiamo il dovere politico e morale di respingere al mittente le infame calunnie e di difendere il fondatore del nostro movimento, sicuramente un gigante di fronte al Marco Rizzo nazionale.
Del resto tra i “maestri” del loro partito figura Pietro Secchia “braccio armato” del PCI che nell’immediato dopoguerra riforniva di armi quella “Volante Rossa” la quale tendeva attentati e uccisioni nei confronti di molti nostri camerati.
Ben sappiamo chi siano i comunisti, lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle.
Se poi Rizzo va scimmiottando in malo modo tesi qualche volta vicine alle nostre, che non appartengono alle loro tradizioni solo perché la loro fallimentare idea è cancellata dalla Storia questo dovrebbe solo indignarci e non farci “plaudire”, né strizzargli l’occhio poiché è in assoluta malafede che opera.
Mai cedere a lusinghe del genere, abbiamo dalla nostra parte della Storia personalità dal calibro di un Nicola Bombacci comunista, fondatore del Partito Comunista d’Italia che ben capi’ l’inganno del bolscevismo finendo per aderire da posizioni rivoluzionarie e socialiste al Fascismo e alla RSI cadendo al fianco di Mussolini.
Sicuramente non dobbiamo mai e poi mai in nome di uno sterile anticomunismo abbracciare le forze del conservatorismo, del liberalismo e del capitalismo più sfrenato i nostri principali avversari attuali, ma non dobbiamo neanche dimenticare di essere quello che siamo, il che ci porta a tenerci equidistanti sia dal liberal-capitalismo, sia dal comunismo.

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