26 Settembre 2022

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UCCISA LA FIGLIA DI DUGIN; FUORI DAL CONFLITTO “RUSSO-AMERICANO”

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di Giacomo Ciarcia.


La barbara uccisione della figlia dell’ideologo russo Dugin appena trentenne non può che scuotere le nostre coscienze. Una metodologia di esecuzione che ci ricorda tristemente i tragici episodi della vigliaccheria partigiana di casa nostra.
La nostra posizione in merito a questo conflitto la abbiamo espressa fin dall’inizio delle ostilità.
Mai dalla parte della NATO e dell’imperialismo americano, vero e proprio flagello dell’umanità, mai dalla parte dello Stato ucraino vassallo dall’America (altra cosa è il popolo), ma neanche dalla parte delle mire espansionistiche di chi sogna una nuova “Grande Russia” dal sapore simil-zarista o sovietico-stalinista.
Noi non abbiamo nuovi miti da seguire, il nostro progetto è sempre lo stesso, il progetto di una forte ed indipendente Europa nazionalpopolare libera dall’ egemonia di Oriente e di Occidente così come prevista nel nostro disegno originario del 1940.
Fin da subito non ci siamo uniti alle tifoserie da stadio dell’uno o dell’altro fronte, non già come chi in vista di salire al governo d’Italia si è genuflessa ai “padroni a stelle e strisce” dichiarandosi senza se e senza ma atlantista; né come chi intravede in Putin un salvatore dell’Europa e dell’Italia.
Putin fa il presidente della Federazione Russa e lo fa bene difendendo gli interessi del proprio paese; noi come Italia, come Europa dovremmo fare i nostri anziché continuare a rifornire di armi uno dei due contendenti tirandoci direttamente la “zappa sui piedi”.
Le sanzioni, l’embargo, le confische, tutte idiozie che si ritorceranno contro di noi ma che dobbiamo emanare poiché a nostra volta ci troviamo a ricoprire il ruolo di colonia Yankee e ad essere governati da dei lacchè.
Il nostro progetto di Europa “Terza Posizione” indipendente tra blocco atlantico e blocco sovietico, oggi “russo-cinese” sembra ormai morto anche nelle menti del movimentismo antisistema di casa nostra. Troppo impegnati a fare il tifo tra di sé chi a un folcloristico “Battaglione Azov” di fatto facente il gioco degli USA, chi a un ideologo russo sognante impossibili ibridi connubi politici e un progetto “eurasiatico” non stante in piedi.
Facili plauditori di nuovi miti e eroi imparate a pensare con la vostra testa evitando ubriacature esterofile.
Il solco per la redenzione della nostra Patria è già stato tracciato, basterebbe solo avere la forza di riscoprirlo, sicuri come siamo del fatto che la nostra salvezza non potrà mai arrivare tramite qualsivoglia altra nazione.

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