Pistoia, intervento tardivo del Sindaco sul caso Vicofaro. Un’azione elettorale, non una scelta di governo
di Marco Tarelli, Vice Segretario Nazionale Fiamma Tricolore
Come Vice Segretario Nazionale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, sento il dovere di denunciare pubblicamente l’ennesimo episodio di politica “a orologeria” che, purtroppo, conferma una deriva opportunistica della gestione della cosa pubblica. A Pistoia, il caso degli immigrati accolti presso la parrocchia di Vicofaro è noto da anni. I problemi connessi alla sicurezza, al degrado, alla legalità e al rispetto delle regole di convivenza civile sono stati segnalati più volte dai cittadini, dai residenti e dalle stesse forze dell’ordine. Tuttavia, l’amministrazione comunale è rimasta a lungo immobile, limitandosi a dichiarazioni generiche e senza mai intervenire con decisione. Oggi, improvvisamente, il Sindaco si muove con fermezza. Ma non per una rinnovata sensibilità ai problemi dei cittadini: lo fa proprio ora, a ridosso delle elezioni regionali, e guarda caso in qualità di candidato alla Presidenza della Regione Toscana per Fratelli d’Italia. È legittimo domandarsi se l’interesse primario sia la tutela della città o il calcolo elettorale. Non possiamo tuttavia ignorare un altro aspetto: anche la Diocesi di Pistoia oggi sembra essersi “svegliata”, prendendo finalmente atto della gravità della situazione. Eppure, fino ad ora, ha sempre avallato e sostenuto, direttamente o indirettamente, le scelte di Don Biancalani, nonostante le numerose segnalazioni e le evidenti criticità. Un silenzio e un appoggio che hanno contribuito al protrarsi del problema, lasciando i cittadini soli di fronte alle difficoltà. Il nostro Movimento denuncia con forza questa strumentalizzazione della sofferenza e dei problemi reali di Pistoia. Il rispetto delle regole e il presidio della legalità non possono essere branditi come un’arma politica a scopo propagandistico. Sono valori che devono ispirare l’azione amministrativa ogni giorno, non solo quando conviene per raccogliere voti. Il caso Vicofaro è la prova che una gestione coerente e responsabile dell’immigrazione è possibile solo se sostenuta da una linea politica chiara, indipendente da interessi personali e campagne elettorali. È necessario proteggere i cittadini, garantire ordine e sicurezza, ma anche affrontare con serietà e trasparenza il fenomeno migratorio, senza trasformarlo in una passerella elettorale. Pistoia e la Toscana meritano amministratori che agiscano per il bene comune tutto l’anno, non politici che si ricordano dei problemi solo quando c’è da incassare consenso.

