L’estremismo ecologista che ci porta alla rovina

di Giovanni Demarco

 

 

Da alcuni mesi con costernazione stiamo notando come il tema ecologia sia, sui mass media e sulle agende dei governi massonici, secondo solo al tema pandemia. Parallelamente a questa vediamo come la transizione ecologia, pare sia diventata quindi, sempre per quei governi liberalcapitalisti, di primaria importanza, tanto che ad essa è stato dedicato un dicastero.
Gli estremisti della transizione ecologica hanno iniziato infatti la loro campagna estremistica inizialmente con il settore automobilistico. All’inizio era con la stigmatizzazione delle vecchie auto che non rispettano gli standard dettati dai principi antinquinamento, con riduzioni e parametri che se adottati in toto potrebbero nei prossimi anni vietare a chi non ha possibilità finanziarie, di muoversi autonomamente e lasciare questo privilegio solo ai ceti alti (tranne magari se non ci si accede a finanziarie a strozzo con vantaggi, quindi, esclusivamente per le banche e per le case automobilistiche non italiane)
L’avventura non poteva ovviamente finire qui: la transizione ecologica intende far capolino ovunque e in ogni momento e in ogni luogo; ovviamente anche nelle nostre case. È cosa risaputa ormai che la Unione Europea di Macron e Draghi vuole vietarci di affittare o vendere le case, se queste non rispettano un requisito minimo in termini di classe energetica.
A quale pro l’unione europea vuole questo? Ma davvero credete che il vero motivo è quello della transizione ecologica?
Questa forma mentis intende far espandere l’estremismo ambientalista ovunque, anche nel settore immobiliare in Europa; infatti in seguito al clamoroso successo delle idee ecologiche nei campi dell’alimentazione dei trasporti, e dell’energia, sarebbe stato un peccato se anche il settore della proprietà della terra o dell’edilizia non fosse stato copiosamente sabotato dai capricci degli ecologisti. Capricci questi legati a doppio filo a interessi bancari, finanziari e lobbisti vari.
Al di là dei soliti schiamazzi propagandistici è obiettivo conclamato della UE quello di rendere non utilizzabili le seconde case che, per esempio in Italia, spesso sono fonte di reddito per chi non arriva a fine mese con il proprio stipendio. Quelle case che spesso ci si trova ad ereditare da genitori che hanno fatto sacrifici per acquistarle. Quelle case che date in affitto a giovani coppie sono il cuore delle nuove famiglie. Proprio queste infatti questi visionari del neoliberismo vogliono colpire. Il cuore delle famiglie. Ormai è risaputo che la famiglia è sotto il fuoco incrociato dei neoliberisti.
Non è ammissibile che in un Paese dove gli affitti sono già molto cari, e dove mancano milioni di unità abitative per soddisfare la domanda, eventuali manovre ecologico-politiche a tal fine dell’attuale governo lascerebbero perplessi. Aumentare la domanda e quindi aumentare ulteriormente gli affitti degli immobili disponibili, il che, in tempi di inflazione, è un’idea particolarmente assurda. Sarebbe come togliere i letti d’ospedale nel bel mezzo di una pandemia, cosa che in effetti sta accadendo.
In breve, questa che si prospetta diventerà un intervento che vorrà creare carenze completamente artificiali per porre ulteriori pesanti vincoli tali che si dovranno creare le basi affinché il cittadino comune si troverà a svendere, nel migliore dei casi le proprie abitazioni.
Attualmente, le famiglie modeste devono agire di astuzia per cavarsela ed arrivare a fine mese, complice appunto la pandemia il costo stratosferico del suo carburante gli incessanti aumenti delle tasse e del costo della vita legato a una gestione catastrofica della valuta e del debito.
Grazie agli sforzi costanti di una manciata di ricchi e ideologi urbani, disconnessi dalle realtà della popolazione europea e grazie all’appoggio dei politici nostrani, presto vedremo nel bel Paese famiglie che dovranno lottare come mai prima per trovare semplicemente un alloggio dove vivere.

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