Stop all’ipocrisia, una vittima vale una vittima
di Marco Tarelli, VSN Fiamma Tricolore
La morte di un uomo a Bologna ha scoperchiato l’ipocrisia di una classe dirigente che ha due pesi e due misure. Quando a perdere la vita è un italiano, come il capotreno Alessandro Ambrosio ammazzato in stazione, cala il silenzio. Nessuna piazza, nessun sindaco che chiama a raccolta la città, nessuna bandiera sventolata “contro l’odio”. Quando invece la vittima ha un altro passaporto, scattano subito i megafoni, le manifestazioni e le accuse preventive alle Forze dell’Ordine. Bastano 30 secondi di video e già si parla di “repressione” e “razzismo di Stato”, mentre si insulta chi ogni giorno rischia la vita per garantire l’ordine pubblico. Questa è la verità: c’è chi strumentalizza il dolore per fare propaganda.
C’è chi scende in piazza solo se serve a gridare contro gli italiani e a difendere chi delinque. C’è chi, come abbiamo visto a Modena dopo l’ennesimo episodio di sangue, trova il modo di “comprendere” l’aggressore e dimenticare la vittima. Basta. Fiamma Tricolore dice no a questa deriva. No alla giustizia a senso unico. No a sindaci che scelgono quali cittadini difendere. No a chi usa la morte per fomentare odio contro il proprio popolo. Noi stiamo dalla parte della Legge, dello Stato e di tutti i cittadini italiani che oggi si sentono abbandonati e trattati come cittadini di serie B nella propria terra. La sicurezza non è negoziabile. La memoria di tutte le vittime va onorata allo stesso modo. Chi non è d’accordo si accomodi pure altrove.

